Oggi vogliamo proporvi un contributo estremamente interessante (e di cui siamo molto orgogliosi) che è stato realizzato dalla rivista Sputnik, ovvero una delle più grandi agenzie internazionali di informazione. Il target di questo magazine è internazionale, avendo la bellezza di 24 centri redazionali collocati in tutto il mondo, in cui lavorano moltissime persone di diverse nazionalità. Il nome della rivista dovrebbe permettervi di capire la provenienza della rivista – Sputnik fa parte del gruppo mediatico dell’agenzia russa “Rossiya Segodnya” (Russia Oggi) e la sua sede principale si trova a Mosca. Vi lasciamo qui di seguito la parte centrale dell’intervista fatta al nostro CEO, Ing. Michele Brustia, che potete trovare integralmente sul sito del magazine.

Sputnik Italia ha raggiunto Michele Brustia per parlare di suo business e di suo amore alla la Russia.

— Come hanno impattato le sanzioni che gravano sulla Russia dal 2014 sulla vostra società?

Hanno impattato in diversi modi. Da un lato si sono aperti una serie di spiragli interni al mercato interno Russo. Legati prima di tutto al fatto che molte grandi società Russe hanno deciso di abbandonare soluzioni internazionali concorrenti per sposare la soluzione Russa che noi rappresentiamo. Oltre a questo in Russia si sta registrando una crescita del numero di aziende di carattere industriale che richiedono soluzioni gestionali complesse. Tutto questo ha fatto in modo di rafforzare il nostro gruppo ed anche le proprie soluzioni, e per questo negli ultimi anni abbiamo potuto accelerare il nostro processo di sviluppo fuori dalla Russia ed in particolare negli ultimi due anni è partito un progetto molto importante che riguarda l’Europa e mercati come Germania, Inghilterra, Spagna, Francia e per l’appunto l’Italia. Nel 2018 abbiamo aperto una filiale qua in Italia, abbiamo cominciato a commercializzare i nostri prodotti opportunatamente adatti all’esigenze del mercato, abbiamo le prime implementazioni, abbiamo sviluppato anche una ottima collaborazione con il Politecnico di Milano e guardiamo in modo molto brillante al futuro.

— E questo è stato possibile anche grazie alle sanzioni?

Sì esatto, e questo anche perché hanno risvegliato l’orgoglio Russo. Questo lo posso dire, laddove dal punto di vista lavorativo mi sento Russo e per l’appunto si è risvegliata la forza di un popolo, quello Russo, che quando attaccato sa unirsi e rispondere al meglio.

— Hai poi sentito quanto detto da un deputato veneto Vito Comencini riguardo al fatto che l’Italia a maggio toglierà le sanzioni. Ci credi?

Non ci credo. A questo non ci credo assolutamente perché una decisione così non può essere fatta unilateralmente solo dall’Italia. Anche spesso nelle conferenze si parla allo stesso modo dei visti e queste sono tutte cose che riguardano l’Unione Europea. Da parte Italiana ci sono sempre molti reclami a cui non seguono fatti.

— Quindi anche se l’Italia volesse, sarebbe troppo debole in Europa per farlo?

Ci sono due fattori: da un lato sì, anche se volesse realmente sarebbe troppo debole, dall’altro nell’ultimo periodo l’Italia fa tanti proclami e poi non fa nulla in realtà. Altri Paesi come la Germania ha per esempio portato avanti progetti come il Nord Stream 2 senza fare tanti proclami ma solo fatti. Credo che quindi la posizione italiana sia soprattutto volta a provare a prendere voti e consenso interno e nulla di più.